SIMBRUINI, TERRE ALTE

Nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, lassù, dove le grandi faggete lasciano il passo a brulli pendii e aspre creste che si dipanano sul filo dei 2000 metri di quota, i panorami divengono sconfinati e gli scorci si fanno selvaggi. E’ su queste alte terre che si percepisce prepotente tutto il fascino delle montagne dell’Appennino laziale ed è proprio qui che ho scelto di incentrare per anni la mia attività fotografica; le ho esplorate in lungo e in largo, con ogni condizione meteorologica, inseguendo, in una paziente attesa della luce migliore, la sottile bellezza che le caratterizza. Una bellezza certamente meno eclatante di altre montagne, piuttosto quasi malinconica, a tratti effimera, capace di palesarsi solo all’osservatore attento e paziente eppure, nonostante ciò, in grado di attirare in maniera magnetica ed ossessiva il mio interesse.
Alla base di questo lungo percorso fotografico – tutt’altro che concluso – la volontà di provare ad immortalare e trasmettere secondo la mia personale visione il vero valore paesaggistico di questo angolo di Appennino, troppo spesso sottovalutato e certamente ai più ancora sconosciuto nell’interezza dei suoi tratti. Una continua ricerca dei luoghi più rappresentativi e delle situazioni più scenografiche da ritrarre che ha richiesto pazienza, perseveranza e piena conoscenza della montagna; una frequentazione, sovente in completa solitudine, talmente assidua da portarmi a considerare tali impervi ed inospitali crinali addirittura come una seconda casa. Un impegno immane ripagato certamente da visioni sublimi ed irripetibili, ma anche dalla piena consapevolezza di aver contribuito ad una nuova e concreta valorizzazione di questi territori.