L'ANTICO BOSCO

I boschi vetusti sono tra gli ambienti di maggior valenza naturalistica dell’Appennino, vere e proprie cattedrali della natura dove, tra alberi secolari, sopravvive un ecosistema peculiare composto da innumerevoli specie animali e vegetali strettamente correlate tra loro e tutte in qualche modo direttamente dipendenti dalla presenza di legno deperiente. Parliamo dei coleotteri saproxillici, degli uccelli piciformi, dei licheni endemici, delle graziose fioriture del sottobosco e di tanto altro ancora. Forme di vita preziosissime, purtroppo però sempre più rare e costantemente minacciate dalla distruzione del loro habitat da parte delle attività antropiche di sfruttamento boschivo.
Sui Monti Simbruini resistono ancora piccole e remote porzioni di antichi boschi quasi del tutto intatti, ultima dimora della Rosalia alpina, del Morimus asper, dell’Osmoderma eremita e del Picchio dorsobianco (solo per citare alcune delle specie più rappresentative e pregiate). Angoli che in un contesto di sempre maggior rarefazione della più pura espressione naturale, seppur all’interno di un’area protetta, assumono un valore inestimabile e che per tale motivo devono essere tutelati con attenzione ancora maggiore rispetto al resto del comunque importantissimo patrimonio boschivo di queste montagne.
Come fotografo e prima ancora come amante della natura con le mie immagini non posso far altro che cercare di contribuire alla conoscenza di questi preziosi ambienti e delle specie che li popolano. Nella speranza, soprattutto, che si possa sviluppare una nuova coscienza collettiva attenta alla salvaguardia assoluta di questi autentici scrigni di biodiversità.