I GIORNI DEL CERVO

Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno va in scena il periodo degli amori del cervo (Cervus elaphus), lunghi ed intensi giorni scanditi dal ripetersi di primordiali rituali di corteggiamento e dal riecheggiare continuo del bramito dei maschi. Gli esemplari in età riproduttiva emettono incessantemente tale richiamo cercando di far prevalere la propria voce su quella dei rivali con lo scopo di stabilire le gerarchie di dominio: solo l’animale più forte e vigoroso avrà infatti la possibilità di conquistare l’intero harem di femmine.
Questo spettacolo tocca il suo apice in concomitanza dell’alba e del tramonto, quando numerosi sfidanti escono allo scoperto con i loro grossi palchi ben in vista, scavalcano i crinali rocciosi e scendono dai ripidi pendii erbosi raggiungendo le radure in cerca di duello, senza mai interrompere i loro sordi e vibranti bramiti. A questi rispondono con lamenti altrettanto profondi i maschi dominanti, decisi a mantenere ad ogni costo il loro status quo, faticosamente conquistato in precedenza. Molto spesso il confronto tra due contendenti non si risolve per differenza di doti vocali e quindi si passa a veri e propri combattimenti a colpi di corna; scontri che possono essere assai aspri ed estenuanti e che a volte portano addirittura alla morte per crepacuore del più debole.
Per chi ama la natura senza compromessi trovarsi ad assistere a questo solenne e primordiale spettacolo è un’esperienza che lascia il segno; in questo periodo su questi aspri fianchi del Monte Velino suoni, luci ed odori contribuiscono a creare un’atmosfera unica. L’eco vibrante del bramito di decine di maschi riempie incessantemente le vallate ed i crinali; un suono talmente profondo che, dopo averlo ascoltato per ore in appostamento, continuare a risuonare nitido nella testa per giorni interi. L’odore forte che si respira ai margini delle arene più battute e marcate riporta alla mente ataviche e primitive sensazioni mentre uno sguardo fisso occhi negli occhi con un possente maschio a pochissimi metri di distanza provoca emozioni indelebili. Tutto questo mentre il paesaggio si confonde tra le classiche nebbie autunnali, all’orizzonte danzano le luci magiche dell’aurora e del crepuscolo e nel cielo volteggiano fieri i grifoni. I giorni del cervo, così amo definirli, sono senza dubbio tra i momenti più autentici e selvaggi che questo angolo di Appennino sa regalare !